SABBIE D’ORO a Sciacca

SABBIE D’ORO a Sciacca

SABBIE D’ORO e WHITE SHADOWS
a SCIACCA (AG), Palazzo Fazello

dal 01.08. al 23.08.2015 in mostra per ROVI DI MARE • visioni di un orizzonte in bilico

Le sabbie aurifere non sono in genere dorate, né iridescenti, né sericee. Cariche di ematite, sono scure e granulose. Quelle luminose e brillanti sono composte di innumerevoli minutissime schegge di mica. La rena liscia e compatta sembra perfettamente piana e solida. Di tanto in tanto, la tavola di rena dorata viene parzialmente coperta da un velo d’acqua che ne ravviva il colore e la lucentezza, come se fosse una precisa pennellata di vernice brillante. Si direbbe che ci sia stato appoggiato sopra un foglio trasparente, lucido e protettivo. Se si percepisse che si tratta di un velo liquido, si potrebbe anche pensare che con il freddo si congeli e si possa poi sfogliare, come un velo d’acqua ghiacciata sul vetro di una finestra. Invece l’acqua gelata non ravviva i colori, è opaca. Poi si scioglie. Evapora. Scompare.

Le immagini scelte da Petra compongono tre serie. Fondamentale è quella delle sabbie dorate. Oro, grafie in movimento. Cinque immagini inventate o scoperte sulle spiagge della Sicilia, amalgamano numerosissime schegge piccolissime che ripropongono tutti i colori che la luce del sole regala alle cose che costituiscono i paesaggi del Mediterraneo. Nelle cinque fotografie che costituiscono la seconda serie (‘Pluriversi’) rimane soltanto quella luce che si sgrana in maniere differenti. Effetti misteriosi che suggeriscono aspetti irraggiungibili di una realtà troppo aleatoria per assumere caratteristiche che possano essere riconosciute. Potrebbero essere schiuma, schiuma argentea, illusioni, fantasmi, ombre bianche… Questo è infatti il gioco della terza serie di sette immagini (‘White shadows’) che evocano movimenti umani su una battigia irreale, privata di sensi e di colori. Sono dunque sagome umane, di uomini, di donne e di bambini che risultano più lontane dalla nostra comprensione degli astratti frammenti documentari e rigorosi che le due serie precedenti di immagini ci espongono perentoriamente.

Egi Volterrani